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mercoledì 15 ottobre 2008

The crow


Questa sera mi è capitato di rivedere dopo anni l'ultimo lavoro dello sfortunato Brandon Lee. Non vorrei sembrare sentimentale, ma questo film è veramente importante; uso questo termine non a caso: è ovvio che non si tratta della pellicola più bella del mondo e neanche della massima espressione del cinema. Ricordo tuttavia il fenomeno di massa che scaturì dalla morte del protagonista, Brandon Lee, e che fece balzare la fama del film a livelli inauditi. Ma allora perché si tratta di un film importante? Semplicemente per il fatto che si trattava di un vero e prorpio film generazionale. Se il lutto per Brandon Lee fece la sua parte, allora anche la splendida scenografia e la magnifica colonna sonora fecero da cassa di risonanza per una "miticizzazione" del film assolutamente inaspettata, ma ampiamente giustificata dall'impronta data dal regista e dagli scenografi alle ambientazioni. L'atmosfera dark e decadente, i personaggi malati ma assolutamente affascinanti e la potenza di Brandon Lee hanno portato alla realizzazione di un vero e proprio film generazionale, che ha commosso e non solo praticamente mezzo mondo. Ecco perché, quando i telegiornali definiscono "film generazionali" pellicole come "Ho voglia di te" o "Scrivilo sui muri", non posso non provare un briciolo di tristezza per tutti quei ragazzi che, come me,ne sono rimasti letteralmente affascinati.